Fuori concorso.
Il merito e i baroni, dieci anni prima della riforma.
N. 022 · 26 LUGLIO 2026
☀ Il fatto
Dopo quindici anni cambia il sistema di reclutamento e valutazione dei professori e dei ricercatori universitari, e la novità principale è proprio l’abolizione dell’Asn, il primo ostacolo che i docenti dovevano superare per accedere ai ruoli di professore. Le selezioni passano ora interamente nelle mani dei singoli atenei tramite concorsi locali gestiti via piattaforma digitale. L'Aula della Camera dei Deputati ha dato il via libera al testo con 122 voti favorevoli, 70 contrari e 3 astenuti. Il provvedimento, che aveva già incassato il parere positivo del Senato nello scorso mese di dicembre, ottiene così l'approvazione definitiva e diventa legge dello Stato. La novità centrale riguarda l'accesso alle carriere accademiche: le nuove disposizioni modificano la legge 240 del 2010 e mandano in archivio l'Abilitazione Scientifica Nazionale, l'Asn.
Al posto dell'abilitazione nazionale preventiva arriva un meccanismo diverso. L'Asn viene sostituita da un sistema di requisiti di produttività e qualificazione scientifica, fissati con decreto ministeriale entro 90 giorni dall'entrata in vigore del provvedimento. Non conteranno solo il numero di pubblicazioni, ma anche l'attività didattica, l'esperienza di ricerca in Italia e all'estero e la partecipazione a progetti di ricerca. In tutti i concorsi diventa poi obbligatoria una prova didattica, così da verificare concretamente le capacità di insegnamento. I candidati non dovranno più attendere l'esito di un'abilitazione nazionale, ma certificheranno il possesso dei propri titoli tramite una dichiarazione sostitutiva da inoltrare telematicamente, e la prova didattica su un tema scelto al momento sarà affiancata alla discussione pubblica dei contenuti delle proprie ricerche.
Cambia anche la composizione delle commissioni giudicatrici. Le commissioni per professori ordinari e associati saranno composte da cinque membri, con un componente designato dall'ateneo che bandisce e quattro sorteggiati da liste nazionali predisposte dal Ministero, ridotti a tre nei settori con numeri più contenuti. Per i ricercatori è previsto un collegio di tre membri, di cui uno nominato dall'ateneo e due estratti a sorte. La prevalenza di commissari sorteggiati da elenchi nazionali a validità biennale mira a ridurre il peso del localismo e a omogeneizzare i criteri di valutazione sul territorio. Dopo tre anni dall'entrata in ruolo i neoassunti saranno oggetto di valutazione da parte dell'Anvur, e la riforma entrerà in vigore gradualmente, senza interrompere le procedure già in corso.
Sul piano politico le letture restano opposte. La ministra dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha rivendicato che la riforma del reclutamento dei professori universitari è legge, parlando di un cambio necessario con meno burocrazia, più merito e più autonomia per gli atenei, insieme a maggiori risorse e responsabilità. Sul fronte critico, la FLC CGIL con la segretaria generale Gianna Fracassi ha definito la riforma regressiva, chiedendo un cambio di modello e denunciando il rischio di un ritorno di potere ai singoli atenei a scapito del filtro nazionale, in una battaglia sul merito contro il localismo accademico che il sindacato considera centrale per il futuro della ricerca pubblica e per la condizione dei precari.
Fonti: Orizzonte Scuola, Avvenire, Il Post, FLC CGIL, Ansa · luglio 2026
★ L'archivio parla
Prima ancora che l'Abilitazione Scientifica Nazionale entrasse in funzione, sul Blog delle Stelle il tema del reclutamento pubblico ruotava attorno a una parola sola: fiducia. Chi entra, e con quali criteri.
SETTEMBRE 2010
Universita chiuse per mancanza di fondi
« A che serve studiare in un un Paese dove fanno carriera i cialtroni e i leccaculo? Nel Paese delle "caste" d'altra parte non c'è interesse a far emergere i migliori ma solo amici e parenti. Se le imprese italiane non sono competitive e le istituzioni non sono efficienti è anche per questo. »
SETTEMBRE 2013
« Il concorso bandito dal Ministero degli esteri per l'assegnazione di 35 posti a segretario di legazione in prova è stato falsato sin dal giorno delle prove preselettive. Molte delle domande a risposta multipla contenute nei test preselettivi contenevano errori palesi o erano formulate in modo ambiguo. Per ovviare a questa situazione il Ministero ha abbuonato arbitrariamente sei domande su sessanta a tutti i concorrenti. »
SETTEMBRE 2010
Universita italiane fuori concorso
« 200 migliori università del mondo, pubblicata Thomson Reuters una delle più importanti società d'informazione e non è presente nemmeno una università italiana, per favore pubblicatelo sul sito perchè almeno qui deve essere data la notizia. »
◯ La distanza
GENERATO DA INTELLIGENZA ARTIFICIALE. Non rappresenta il pensiero di alcuna persona vivente o scomparsa.
C'è una distanza precisa tra la denuncia dell'archivio e la riforma di luglio 2026, e vale la pena misurarla senza sconti. Il Blog, nei suoi anni, aveva colto con forza un problema reale: il reclutamento universitario italiano era percepito come opaco, familistico, spesso truccato. Quel commento sui cialtroni e i leccaculo non era retorica, era la temperatura emotiva di una generazione che vedeva scorrere davanti a sé concorsi decisi altrove, per legami e non per titoli. Su questo la lettura d'archivio aveva ragione, e la ha ancora: il localismo accademico esiste, e la parola "barone" non è un fossile.
Ma qui l'archivio si ferma, perché la sua diagnosi non arriva mai alla cura. Il Blog denunciava il male, la casta che seleziona amici e parenti, senza però indicare quale architettura istituzionale lo avrebbe corretto. Ed è proprio su quel terreno che la riforma Bernini apre una domanda scomoda: l'Abilitazione Scientifica Nazionale, nata nel 2010 come filtro centrale contro il localismo, viene ora smontata e sostituita da concorsi locali con commissioni in maggioranza sorteggiate. Chi denunciava i concorsi truccati dovrebbe applaudire il ritorno di potere agli atenei, oppure temerlo? L'archivio non offre una bussola, perché la sua energia era tutta nella protesta, non nel disegno delle procedure.
La citazione sui "concorsi col trucco" del 2013 è, sotto questo aspetto, la più istruttiva. Racconta un meccanismo di selezione statale falsato non da un ateneo periferico, ma dal Ministero stesso: domande sbagliate, punteggi ricalcolati, prove mai davvero corrette. È il rovescio dell'assunto per cui il centro nazionale sarebbe di per sé garanzia di trasparenza. Il sorteggio delle commissioni, che oggi divide sindacati e governo, nasce proprio dal tentativo di togliere discrezionalità sia al centro sia alla periferia. Se funzionerà è una scommessa aperta, e nessun testo pre-2016 poteva prevederne l'esito.
Resta il punto della classifica citata nel 2010, l'Italia assente dalle prime duecento università del mondo. Quel grido aveva una parte di verità e una parte di semplificazione, perché le graduatorie internazionali sono molte e discordanti. Ma il nucleo teneva: un sistema che non attrae e non trattiene i migliori paga un prezzo. La riforma promette meritocrazia e prova didattica obbligatoria. L'archivio, dieci anni prima, chiedeva solo che i migliori emergessero. Tra quella richiesta e questa legge c'è tutto lo spazio che separa un'indignazione da una politica pubblica.
◉ Il metro
Pertinenza dell'archivio su questo tema:
███████░░░ 7/10
L'archivio aveva colto con nettezza il sentimento di fondo: la percezione che la carriera accademica e i concorsi pubblici premiassero i legami più dei titoli, e che questo drenasse talento verso l'estero. La rabbia dei lettori, gli studenti di Pisa e di Bologna, il dottorando a Barcellona, fotografa una fuga di cervelli che nessuna riforma successiva ha del tutto arginato. Su diagnosi e temperatura sociale, il Blog era in anticipo e in sintonia con un malessere reale.
Ciò che l'archivio non copriva: il piano delle procedure. Il Blog denunciava il male ma non entrava mai nel merito tecnico di come si costruisce un reclutamento giusto, se serva un filtro nazionale o l'autonomia degli atenei, se il sorteggio riduca davvero il potere dei baroni o lo sposti solo di stanza. Nel 2010 l'Abilitazione Scientifica Nazionale non aveva ancora prodotto i suoi effetti, e nel 2016 l'archivio si è congelato prima di poterla giudicare. La riforma Bernini agisce dentro categorie che l'archivio non aveva ancora costruito: requisiti di produttività, valutazione Anvur, commissioni sorteggiate. L'indignazione resta attuale. Gli strumenti per superarla, no.
⚙ La macchina
Questo testo è prodotto da un sistema automatico che ogni domenica confronta una notizia di attualità con l'archivio del Blog delle Stelle, congelato al 12 aprile 2016. Le citazioni sono verificate come letterali e precedenti a quella data, con collegamento diretto ai post originali. La sezione "La distanza" è generata da intelligenza artificiale e non rappresenta il pensiero di alcuna persona. Il progetto non è affiliato al Blog delle Stelle né ad alcun movimento politico: si limita a interrogare un archivio pubblico alla luce del presente.


secondo te se modulo in alta tensione i segnali riesco a trasmetterli con una antenna al cervello