L’intelligenza di pochi.
Usata da molti, compresa da nessuno.
N. 003 — 26 APRILE 2026
☀ IL FATTO
Il 13 aprile Stanford ha pubblicato l'AI Index Report 2026, il rapporto annuale più completo sullo stato dell'intelligenza artificiale nel mondo. La formula che lo riassume è una sola: il gap tra progresso tecnologico e capacità istituzionale si sta allargando. Stiamo costruendo motori a reazione con manuali scritti per biciclette.
I numeri raccontano un'accelerazione senza precedenti nella storia dell'innovazione. L'AI generativa ha raggiunto il 53% della popolazione mondiale in tre anni — più veloce del personal computer e di internet. Il miglior modello risolve il 50% delle domande di "Humanity's Last Exam", un test progettato da esperti di dottorato per essere irrisolvibile: un anno fa la risposta migliore era l'8,8%. Gli agenti AI completano il 77% dei compiti complessi su computer, contro il 20% di un anno fa. Eppure lo stesso modello che risolve problemi di fisica universitaria non sa leggere un orologio analogico la metà delle volte.
Intanto il gap geopolitico si è chiuso: il vantaggio americano sulla Cina è sceso al 2,7%, da oltre il 17% nel 2023. Gli Stati Uniti investono 23 volte di più della Cina in AI privata (285 miliardi contro 12), ma la Cina li supera in brevetti, pubblicazioni, citazioni e installazioni di robot industriali. I ricercatori che emigrano verso gli USA sono crollati dell'89% dal 2017.
Il dato più inquietante riguarda la governance: 47 paesi hanno leggi sull'AI, ma solo 12 hanno meccanismi di applicazione. L'AI Act europeo è entrato in vigore a gennaio 2026, ma il panorama globale è di frammentazione, non di coordinamento. Il 73% degli esperti vede l'impatto dell'AI sul lavoro come positivo. Solo il 23% dei cittadini è d'accordo. Cinquanta punti di distanza tra chi costruisce la tecnologia e chi la subisce.
Fonti: Stanford HAI AI Index Report 2026, MIT Technology Review, IEEE Spectrum, Unite.AI, The Next Web — 13-25 aprile 2026
★ L'ARCHIVIO PARLA
OTTOBRE 2008
Gaia — The future of politics
«2050. Gaia, l'intelligenza collettiva della Rete, diventa il governo del mondo. Non esistono più partiti, strutture politiche, religioni. L'uomo ha accesso a tutta la conoscenza prodotta dall'umanità attraverso un sistema di intelligenza collettiva chiamato BrainTrust. Ogni decisione importante viene presa da tutti.»
Video sperimentale ideato da Gianroberto Casaleggio. Nel 2008 immaginava un'intelligenza collettiva della rete — BrainTrust — che entro il 2050 avrebbe governato il mondo, sostituendo partiti e istituzioni. L'intelligenza artificiale del 2026 somiglia a quel BrainTrust, ma senza la democrazia diretta che Casaleggio ci metteva intorno.
→ Guarda il video su YouTube (Casaleggio Associati, 2008)
OTTOBRE 2005
DTT: il pesticida dell'informazione
«Secondo il World Economic Forum, siamo al 44° posto nel mondo per la diffusione e utilizzo di Internet e di computer, ultimi tra i Paesi industrializzati. (...) Invece di investire in una tecnologiaborto si doveva investire nella diffusione della Rete, dell'ADSL, del Wifi. (...) I Confalonieri, i Gasparri, i Tronchetti rallentano il progresso del Paese. Ci rubano il futuro.»
→ Leggi il post originale nell'archivio
NOVEMBRE 2008
Democrazia e no
«Il cittadino non può eleggere il suo rappresentante. Quindi non è una democrazia elettiva. Il cittadino non può partecipare alle scelte pubbliche. Quindi non è una democrazia partecipativa. Il cittadino non ha il diritto di essere informato. Quindi non può decidere. Ma se non può eleggere, né partecipare, né essere informato, cosa gli rimane?»
→ Leggi il post originale nell'archivio
◯ LA DISTANZA
GENERATO DA INTELLIGENZA ARTIFICIALE — Non rappresenta il pensiero di alcuna persona vivente o scomparsa.
Nel 2008 Gianroberto Casaleggio immaginò BrainTrust: un'intelligenza collettiva della rete che entro il 2050 avrebbe governato il mondo, abolendo partiti, religioni, strutture politiche. Ogni decisione presa da tutti. Ogni conoscenza accessibile a ciascuno. Era fantascienza consapevole — un esercizio di immaginazione radicale su dove la rete avrebbe portato l'umanità.
Diciotto anni dopo, l'AI Index Report 2026 descrive qualcosa che somiglia a BrainTrust in modo inquietante. Un sistema che risponde a domande da dottorato, che completa compiti complessi, che ha raggiunto metà della popolazione mondiale in tre anni. Un'intelligenza che non è collettiva nel senso che Casaleggio intendeva — non è democratica, non è dal basso, non è di tutti — ma che produce lo stesso effetto pratico: accesso istantaneo a tutta la conoscenza, capacità di analisi che supera il singolo essere umano, decisioni supportate da dati che nessun parlamento potrebbe processare in tempo utile.
La differenza tra BrainTrust e l'AI del 2026 è tutta nella governance. Casaleggio immaginava che l'intelligenza collettiva fosse governata dalla rete stessa — dalla partecipazione di tutti. L'AI del 2026 è governata da sei aziende private, tutte americane o cinesi, e dal mercato finanziario che le alimenta: 285 miliardi di dollari di investimento privato nel solo 2025. Non c'è nessun BrainTrust. C'è una corsa a due tra superpotenze con il resto del mondo a guardare. Il gap tra USA e Cina si è chiuso al 2,7%. Il gap tra chi costruisce l'AI e chi la subisce è di 50 punti percentuali di fiducia.
Il blog del 2005 aveva diagnosticato lo stesso problema, ma in un'altra epoca tecnologica. "Siamo al 44° posto nel mondo per la diffusione di Internet. Ci rubano il futuro." Nel 2005 il ritardo era nell'ADSL. Nel 2026 il ritardo è nell'intelligenza artificiale: l'Europa ha il regolamento più sofisticato del mondo (l'AI Act), ma non ha nemmeno un modello AI tra i primi dieci al mondo. Ha scritto le regole per un gioco a cui non gioca. L'Italia, che nel 2005 era 44ª per internet, oggi non compare nemmeno nelle classifiche dell'AI.
Ma il cortocircuito più profondo è con il post "Democrazia e no" del 2008: "Il cittadino non può partecipare alle scelte pubbliche. Non ha il diritto di essere informato. Cosa gli rimane?" Nel 2008 la risposta del blog era: la rete. La rete darà al cittadino gli strumenti per decidere. Nel 2026 il cittadino ha la rete, ha l'AI generativa, ha accesso a più informazione di qualsiasi generazione precedente — e il 73% degli esperti dice che l'AI sarà positiva per il lavoro, ma solo il 23% dei cittadini ci crede. Il problema non è più l'accesso all'informazione. È la fiducia. Il cittadino ha tutti gli strumenti per decidere e non si fida di nessuno di essi — né delle istituzioni, né della tecnologia, né degli esperti.
Casaleggio nel 2008 immaginava che la tecnologia avrebbe risolto il deficit democratico. Il 2026 racconta che la tecnologia lo ha spostato: non è più il cittadino che non può partecipare. È il cittadino che non sa se fidarsi di ciò a cui partecipa. BrainTrust doveva essere l'intelligenza di tutti. L'AI del 2026 è l'intelligenza di pochi, usata da molti, compresa da nessuno.
◉ IL METRO
Pertinenza dell'archivio su questo tema:
██████░░░░ 6/10
L'archivio pre-2016 ha affrontato il tema della tecnologia come strumento di trasformazione sociale in centinaia di post. Il video Gaia (2008) è il documento più visionario dell'intero corpus: immaginava un'intelligenza collettiva globale che avrebbe abolito le strutture politiche tradizionali. Il blog ha diagnosticato ripetutamente il ritardo tecnologico italiano e il gap tra innovazione e istituzioni. L'intuizione di fondo — la tecnologia corre, le istituzioni camminano — è esattamente il paradosso centrale dell'AI Index 2026.
Ciò che l'archivio non copriva: Il blog parlava di "intelligenza collettiva" — la rete come somma delle menti umane. L'AI del 2026 è un'altra cosa: è intelligenza sintetica prodotta da aziende private con centinaia di miliardi di dollari di investimento. Il blog immaginava che la governance della tecnologia sarebbe venuta dal basso — dalla partecipazione diretta dei cittadini. Invece la governance dell'AI è il problema più difficile del 2026, e nessun modello di democrazia diretta è sufficiente a risolverlo. Il blog non ha mai previsto il costo ambientale della tecnologia: addestrare un singolo modello AI produce le emissioni di 17.000 automobili per un anno. E soprattutto, il blog non ha mai previsto che il problema non sarebbe stato l'accesso alla tecnologia — ma la fiducia in essa.
⚙ LA MACCHINA
Questo post è prodotto da un sistema automatico. La sezione «Il fatto»è verificata da fonti giornalistiche. La sezione «L'archivio parla»contiene citazioni letterali da post pubblicati su ilblogdellestelle.it tra il 2005 e il 2016 e dal video Gaia (Casaleggio Associati, 2008). La sezione «La distanza» è interamente generata da intelligenza artificiale che confronta il corpus storico con i fatti della settimana — non è attribuibile ad alcun autore umano.
Il progetto nasce in occasione del decennale della scomparsa di Gianroberto Casaleggio (12 aprile 2016) come esercizio di archeologia del pensiero politico digitale. Il blog è congelato: nessun post originale viene modificato, nessun commento aggiunto. Solo il presente cambia.
ilblogdellestelle.it — L'archivio che guarda il presente
In memoria di Gianroberto Casaleggio (1954–2016)



Trump aumenta i dazi per l’Ue: “Al 25% su auto e camion”. Bruxelles reagisce: “Inaccettabile, ma l'accettiamo, tanto pagano i mentecatti europei.
A che serve sapere che la Grazia concessa ad una pregiudicata è stata estorta mediante documenti formalmente ineccepibili ma dal contenuto falso?
Non serve a nessuno.
Chi comanda se ne frega della pubblica opinione e la pubblica opinione (qualunque cosa significhi) è corrotta tanto se non più di chi comanda.
Ai sinceramente indignati (se ancora in vita) non resta che ridere ( per sopravvivere).
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/29/caso-minetti-grazia-falsita-bambino-uruguaiano-notizie/8369284/