Lo spread energetico
Il Blog delle Stelle - La tavola rotonda del futuro - N. 002
N. 002 — 19 APRILE 2026
☀ IL FATTO
Il 7 aprile la Banca Centrale Europea ha pubblicato un editoriale sul Financial Times con una frase che normalmente una banca centrale non pronuncia: “La dipendenza energetica dell’Europa è diventata una delle vulnerabilità critiche della nostra economia.” Non un politico, non un attivista: la BCE.
Il numero che racconta tutto è uno solo: nei primi mesi del 2026 l’Italia ha pagato l’energia elettrica 130 euro al megawattora. La Spagna 44. Stesso continente, stessa moneta, stessa guerra in corso. Il divario — lo spread energetico — è il più alto della storia dell’Unione. La Spagna ha investito in rinnovabili: i prezzi all’ingrosso dell’elettricità sono inferiori di circa il 40% rispetto a quelli che avrebbero senza quell’investimento. L’Italia ha investito in gasdotti.
La guerra in Iran ha fatto il resto. Il prezzo del gas in Europa è salito del 70% dal 28 febbraio, il petrolio del 50%. L’aggravio complessivo sulla bolletta fossile europea è stimato dalla Commissione in 13 miliardi di euro. Il 57% del gas liquefatto importato dall’Europa arriva dagli Stati Uniti — lo stesso paese che ha scatenato la guerra che ha fatto schizzare i prezzi. Il vicepresidente della Commissione Séjourné, interpellato sulla possibilità di tornare al gas russo, ha risposto: “Sostituire una dipendenza con un’altra non è mai stata la soluzione.”
Il 15 aprile la Commissione ha presentato il “Tech Sovereignty Package” — il tentativo di ridurre la dipendenza tecnologica da USA e Cina su cloud, semiconduttori e intelligenza artificiale. Energia, difesa, tecnologia: l’Europa del 2026 ha tre dipendenze e zero sovranità su tutte e tre.
Fonti: BCE/Financial Times, Commissione Europea, Secolo d’Italia, Rivista AI, Notizie Geopolitiche — 7-16 aprile 2026
★ IL BLOG PARLA
GENNAIO 2006
Primarie dei cittadini: energia
«Di fatto dipendiamo per il 70,5% da combustibili fossili importati dall’estero. Il vero dato drammatico per l’Italia è che siamo completamente in balia di altri stati. (...) Dovremmo fare tutto il possibile per renderci indipendenti dalle importazioni di combustibili fossili dall’estero, che sono un peso notevole per la nostra bilancia dei pagamenti.»
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APRILE 2006
Paghi rinnovabile, compri fumi di scarico
«Quanti italiani sanno che dal 1992 ad oggi abbiamo pagato circa 30 miliardi di Euro che dovevano essere destinati alla “Costruzione impianti fonti rinnovabili”? Solo 6 di quei miliardi sono serviti per supportare le energie pulite. Buona parte degli altri 24 miliardi ha gonfiato i ricavi di note aziende petrolifere. E ci scrivono sulle bollette che quei soldi servono per le fonti rinnovabili.»
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FEBBRAIO 2015
Nero Isis, nero petrolio
«Dopo la guerra civile in Libia, la produzione è scesa a circa un terzo, rendendo necessario agli Stati europei l’approvvigionamento energetico presso altri paesi produttori (...) posta anche la potenziale guerra fredda innescata con l’altra grande tetta energetica per l’Europa, la Russia, dopo la crisi geopolitica dell’Ucraina.»
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◯ LA DISTANZA
GENERATO DA INTELLIGENZA ARTIFICIALE — Non rappresenta il pensiero di alcuna persona vivente o scomparsa.
Nel 2011 gli italiani hanno imparato una parola: spread. Era il differenziale tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi, e misurava la fiducia dei mercati nell’Italia. Nel 2026 c’è un nuovo spread, e non è finanziario: è energetico. Italia 130 euro al megawattora, Spagna 44. Stesso sole, stessa latitudine, stesse direttive europee. Due scelte diverse. Due prezzi diversi. Uno spread che non misura la fiducia dei mercati ma la conseguenza di vent’anni di scelte mancate.
Il Blog lo scriveva nel gennaio 2006 — vent’anni esatti fa: “dipendiamo per il 70,5% da combustibili fossili importati dall’estero” e “siamo completamente in balia di altri stati.” Un dato e una diagnosi. Il dato di oggi è peggiorato: l’Italia nel frattempo ha sostituito il gas russo con il gas americano e il GNL dal Qatar, ma la percentuale di dipendenza è rimasta sostanzialmente la stessa. La Spagna nello stesso periodo ha portato le rinnovabili al punto da pagare l’energia un terzo dell’Italia. Il blog aveva visto il problema. La Spagna ha applicato la soluzione. L’Italia ha continuato a pagare.
La citazione più amara è quella dell’aprile 2006: “Paghi rinnovabile, compri fumi di scarico.” Gli italiani pagavano già allora una sovrattassa in bolletta per finanziare le rinnovabili — 30 miliardi di euro dal 1992. Ma 24 di quei 30 miliardi sono finiti ai petrolieri, non al solare. Nel 2026, vent’anni dopo quella denuncia, l’ARERA ha disapplicato l’articolo sulla revisione tariffaria del decreto bollette — la certificazione ufficiale che la struttura dei costi energetici italiani è ancora disfunzionale.
Ma il blog aveva anche un punto cieco. Denunciava la dipendenza energetica e proponeva le rinnovabili come via d’uscita — fin qui, come la Spagna. Ma contemporaneamente denunciava l’Europa come struttura oppressiva e l’euro come strumento di sottomissione. La contraddizione è che la transizione energetica spagnola è stata possibile proprio grazie ai fondi europei e alla stabilità che l’euro garantiva agli investitori. L’Italia, che ha speso energie politiche a combattere l’Europa, si ritrova senza la transizione energetica che l’Europa avrebbe potuto finanziare.
E poi c’è la terza dipendenza, quella che nel 2006 non poteva essere immaginata: la tecnologia. Il “Tech Sovereignty Package” presentato dalla Commissione il 15 aprile ammette che cloud, semiconduttori e intelligenza artificiale europei dipendono da americani e cinesi. L’AI non sta smaterializzando l’economia — sta intensificando la dipendenza da infrastrutture fisiche che l’Europa non controlla. Il blog nel 2006 immaginava la rete come strumento di liberazione. Nel 2026 la rete è un’altra dipendenza.
“Sostituire una dipendenza con un’altra non è mai stata la soluzione” — lo ha detto questa settimana il vicepresidente della Commissione. L’avrebbe potuto scrivere il blog nel 2006. Quello che il blog non avrebbe potuto scrivere è il seguito: nel 2026 l’Europa non ha sostituito una dipendenza. Ne ha tre, tutte contemporaneamente. E lo spread energetico, come quello finanziario del 2011, è solo il termometro. La malattia è la stessa: un continente che non decide.
◉ IL METRO
Pertinenza dell’archivio su questo tema:
████████░░ 8/10
Il blog pre-2016 ha scritto ossessivamente di dipendenza energetica — almeno 15 post tra il 2005 e il 2015 trattano il tema direttamente, dalle “primarie dei cittadini” del 2006 a “Nero Isis nero petrolio” del 2015. La diagnosi era corretta: l’Italia dipende dai fossili importati, paga troppo, e non investe abbastanza in rinnovabili. Il meccanismo descritto — “siamo in balia di altri stati” — è esattamente lo spread energetico del 2026.
Ciò che il Blog non copriva: La triplice dipendenza simultanea (energia + difesa + tecnologia) è un fenomeno del 2026 senza equivalenti nell’archivio. Il Blog proponeva le rinnovabili come soluzione ma combatteva l’Europa che le avrebbe potute finanziare — una contraddizione mai risolta. Infine, la dipendenza tecnologica (cloud, AI, semiconduttori) è emersa dopo il 2016 e il blog non poteva prevederla: immaginava internet come strumento di liberazione, non come nuova catena.
⚙ LA MACCHINA
Questo post è prodotto da un sistema automatico. La sezione «Il fatto» è verificata da fonti giornalistiche. La sezione «L’archivio parla» contiene citazioni letterali da post pubblicati su ilblogdellestelle.it tra il 2005 e il 2016. La sezione «La distanza» è interamente generata da intelligenza artificiale che confronta il corpus storico con i fatti della settimana — non è attribuibile ad alcun autore umano.
Il progetto nasce in occasione del decennale della scomparsa di Gianroberto Casaleggio (12 aprile 2016) come esercizio di archeologia del pensiero politico digitale. Il Blog è congelato: nessun post originale viene modificato, nessun commento aggiunto. Solo il presente cambia.



"Cittadini, lasciate che vi chiami così anche se tutti sappiamo che siete servi, schiavi, sudditi, però voglio chiamarvi cittadini per non umiliarvi inutilmente. Noi siamo la classe padronale al governo e abbiamo una grave responsabilità. Dobbiamo dirvi che c'è una grossissima crisi, irreversibile, non possiamo darvi speranze. Un tempo noi vi mandavamo in miniera, vi riempivamo i polmoni di biossido di silicio, voi crepavate, però vostra moglie otteneva la reversibilità della pensione. Oggi questo non ve lo potete più permettere. Cittadini, un tempo vi mandavamo in fabbrica, noi vi facevamo lavorare 4, 5, 6, 7, 8, anche 9 ore, sapevamo che dopo 4 ore avevate prodotto tanto quanto bastava per far vivere onestamente e dignitosamente tanto noi quanto voi, ma noi vi sfruttavamo in fabbrica e utilizzavamo il vostro plus lavoro per ottenere un plus valore che ci intascavamo alla faccia vostra, però vi davamo la tredicesima, è vero o no? Vi ci compravate il televisore con il quale poi noi vi indottrinavamo e vi imbrogliavamo anche a distanza, però la televisione è una bella cosa, e pure la tredicesima, oggi voi ve la potete anche sognare la tredicesima. Cittadini, un tempo noi vi mandavamo in guerra per il nostro tornaconto e voi ci andavate e morivate, però noi facciamo il funerale di Stato. Ma quanto è bello il funerale di Stato? Io quando vado ai funerali di Stato vedo tutte quelle bandiere, l'inno, mi pare che stavamo alla partita, mi pare. Passa il ferito, è morto, io sto lì che faccio Ale-ooo, Ale-ooo. Ebbene oggi se andate a crepare in guerra per noi, manco il funerale otterrete. Cittadini, un tempo noi vi soffocavamo ma di tanto in tanto vi facevamo riprendere aria. Adesso vi strozzeremo e basta. Eppure, cari cittadini, noi che stiamo al governo abbiamo la responsabilità, il dovere di ascoltarvi. Noi ascoltiamo gli operai. Gli operai ci dicono che le loro aziende chiudono, delocalizzano in Cina e loro perdono il lavoro. Oppure restano in Italia, però si cinesizzano e loro perdono i diritti. E noi a questi operai dobbiamo dire una cosa semplice, chiara, onesta e gliela diremo. Diremo: operai? Cazzi vostri, cazzi vostri, davvero bravi, cazzi vostri, sinceramente, onestamente. Però io voglio parlare anche con i precari, quelli che vent'anni fa avevano 28-30 anni, erano sicuri che nel giro di qualche mese avrebbero avuto un lavoro vero, invece no, sono rimasti invischiati in quella palude che è la precarietà. Ma adesso quelli hanno 50 anni, sono ancora lavoratori precari e hanno figli che crescono e al massimo troveranno un lavoro in nero. Noi dobbiamo dire qualcosa di certo anche a questi lavoratori precari e glielo diremo. Diremo precari? Cazzi vostri, pure a voi davvero, sinceramente, precari, cazzi vostri. Voglio parlare anche con gli immigrati che sono la colonna portante di questo paese, lavorano il triplo, guadagnano niente, sono schiavizzati. Eppure fra 50 anni, ci dice l'Istat, un cittadino su quattro proverrà proprio da una storia di immigrazione. Dunque voglio parlare a voi, a voi emigranti, parlare a voi e dire la stessa cosa che dico a tutti gli altri cittadini, perché voi non siete di serie B. Quindi. emigrati? migranti? cazzi vostri pure per voi, anzi soprattutto per voi, veramente, cazzi vostri! Perché qualcuno potrebbe dirmi: "ma allora perché non facciamo come la Germania e la Gran Bretagna che si sono messi d'accordo con la Svizzera per tassare il denaro tedesco e inglese che sta nelle banche svizzere?" Certo, infatti del denaro italiano in quelle banche ce ne sta tantissimo sapete perché non lo tassiamo? Perché quel denaro è nostro, è di noi padroni, che famo? Ci tiriamo la mazza apposta sui piedi, ma che scherziamo? Poi tra di noi ci stanno anche un sacco di banchieri, vero che gli raccontiamo? Oppure qualcuno ci potrebbe dire perché insistere ancora sulle grandi opere, un treno superveloce che devasterà una valle in Piemonte quando la popolazione è contraria anche perché un treno lì già ci passa ed e sottutilizzato. Perché? Perché tra di noi oltre ai banchieri ci sono pure i palazzinari, i padroni del cemento, lì c'è da guadagnare assai cari cittadini. La manovra? Kazzi vostri, mica cazzi nostri, che noi scherziamo? Oppure qualcuno ci dica semplicemente F-35, questo super caccia bombardiere che ci costerà 13, 14, forse 15 miliardi. Perché? Perché? E tutte le altre spese belliche che si vanno ad aggiungere a questa? In un paese nel quale nella Costituzione c'è scritto che l'Italia ripudia la guerra? Sapete perché spenderemo questi soldi? Sapete perché? Tra di noi ci stanno pure i generali, mica solamente i palazzinari, capito? Uno l'han fatto pure ministro, eh dai, noi siamo i poteri forti, cari cittadini, e per favore non alzate la cresta perché che volete? Che ricominciamo a mettere bombe neile piazze, sui treni, in stazioni, nelle banche? Eh, cittadini, cazzi vostri, non cazzi nostri. Vedete, cittadini, io sono così certo dell'onestà delle mie parole che ho proposto al governo di chiamare questa nuova manovra proprio "Kazzi Vostri", perché mi sembrava una cosa esplicita, chiara, che avrebbero capito tutti, no? Però la comunità internazionale ci chiede di essere molto più bastardi, ma anche un tantino più eleganti, perciò la chiameremo qualcosa come "Manovra Salva il Paese", oppure con un titolo un po' filmico, cinematografico, come "il cetriolo per l'ortolano" , carina, mi sono inventato io questa qua. Vedete i cittadini perché il capitalismo... è certamente quel grosso ombrello che vi infiliamo nel sedere ogni giorno, però non è un ombrellaccio, una cosa da 4 euro che vende il marocchino se non comincia a piovere. È un ombrello costoso, di marca, magari di seta, col manico d'avorio e il puntale d'argento. E se non l'avete capito, cari cittadini, se veramente pensate ancora di vivere in un paese democratico dove contare qualcosa, beh, allora, cari cittadini, cazzi vostri".
Grazie a Angelo Cicella!
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Cari Kriminali, domani volete cancellare pure internet?
Perchè no?!? Kaxxy Nostri! 😂😂😂
Ho avuto una colluttazione col codardo trumpiano di Pascali e mi ha bannato ahahahahahahahahahahahahah ed io ho fatto un post del dialogo, l'ho pubblicato e poi ho bannato Pascali ahahahahahahahahahahahahahahah