Panem et circenses.
Vent'anni dopo Calciopoli, il pallone copre ancora tutto.
N. 010 · 14 GIUGNO 2026
☀ IL FATTO
Giovedì 11 giugno, allo stadio Azteca di Città del Messico, Messico e Sudafrica hanno aperto il Mondiale 2026. Il più grande di sempre: 48 nazionali, 103 partite, tre paesi ospitanti (USA, Canada, Messico), cinque settimane di calcio fino alla finale del 19 luglio. La Rai trasmette tutto. Le televisioni di mezzo mondo hanno riorganizzato i palinsesti. Per cinque settimane, il pianeta guarda il pallone.
L’Italia non c’è. Eliminata il 31 marzo dalla Bosnia nella finale dei playoff, dopo aver battuto l’Irlanda del Nord a Bergamo. È il terzo Mondiale consecutivo senza gli Azzurri: Russia 2018, Qatar 2022, Nord America 2026. Un’intera generazione di ragazzi italiani è cresciuta senza vedere la Nazionale a un Mondiale. L’ultima partita azzurra a una fase finale resta Italia-Uruguay del 24 giugno 2014.
Il Mondiale arriva in un giugno in cui il mondo avrebbe altro da guardare. La guerra in Medio Oriente continua, con la tregua su Hormuz che regge a fatica. I droni russi e ucraini si scambiano colpi su San Pietroburgo e Kiev. La flottiglia per Gaza, intercettata a maggio, è sparita dai notiziari. E proprio questa settimana ricorre un anniversario che il calcio italiano preferisce non celebrare: vent’anni fa, nel maggio-giugno 2006, esplodeva Calciopoli. Le intercettazioni di Luciano Moggi, il sistema degli arbitri pilotati, la Juventus retrocessa, gli scudetti revocati. Tre settimane dopo lo scoppio dello scandalo, l’Italia vinceva il Mondiale di Germania. Il paese passò dall’indignazione alla festa in un mese.
Fonti: FIFA, Sky Sport, Rai, ANSA, archivi Calciopoli, giugno 2026
★ L’ARCHIVIO PARLA
18 MAGGIO 2006
Lippi vattene!
«Ai mondiali di calcio la Nazionale è la Nazionale Italiana. Non è la nazionale della Gea. Lippi deve dimettersi. Non voglio sentire in mondovisione i fischi degli stadi tedeschi e la derisione dei giornali di tutto il mondo. Ci stanno rubando la reputazione, quanto vale la nostra reputazione? Io voglio sentirmi orgoglioso di essere italiano, non essere spernacchiato per quattro cialtroni senza onore che infestano l’Italia.»
Tre settimane dopo questo post, Lippi vinse il Mondiale. Lo scandalo evaporò nelle piazze in festa. Il post citava i verbali degli inquirenti: il controllo di Moggi si estendeva “fin nella sua massima espressione sportiva: la Nazionale Italiana.”
→ Leggi il post originale nell’archivio
LUGLIO 2006 · COMMENTO DI UN LETTORE DEL BLOG
Dal Blog, i giorni del Mondiale vinto
«Non ne posso più delle schifezze relative allo scandalo Moggiopoli. Tra poco santificheranno Moggi, Galliani e tutti gli imbroglioni come loro. Ci stanno prendendo per i fondelli. L’importante è non avere pensieri, vedere le partite di calcio truccate ma che sembrino vere per non pensare alla tremenda realtà che ci troviamo a vivere.»
Commento di un lettore sul Blog, luglio 2006, nei giorni della vittoria mondiale. Il Blog era anche questo: lo spazio dove i cittadini scrivevano quello che i giornali non scrivevano. La frase finale anticipa di vent’anni il meccanismo del 2026.
→ Conservato nei commenti dell’archivio (post id 15578)
GIUGNO 2007
Precario in Antartide · Schiavi Moderni
«La legge Biagi ha introdotto in Italia il precariato. Una moderna peste bubbonica. Ha trasformato il lavoro in progetti a tempo. La paga in elemosina. I diritti in pretese irragionevoli.»
Mentre il paese festeggiava il Mondiale e poi discuteva di Moggi, il Blog raccoglieva le testimonianze degli “schiavi moderni”. La realtà che il pallone copriva era questa.
→ Leggi il post originale nell’archivio
◯ LA DISTANZA
GENERATO DA INTELLIGENZA ARTIFICIALE. Non rappresenta il pensiero di alcuna persona vivente o scomparsa.
Giugno 2006: il calcio italiano è il più grande scandalo del paese. Le intercettazioni di Moggi escono ogni giorno sui giornali. La Juventus rischia la Serie C. Il 18 maggio il Blog pubblica “Lippi vattene!”: chiede le dimissioni del commissario tecnico, citando i verbali degli inquirenti secondo cui il controllo di Moggi arrivava “fin nella sua massima espressione sportiva: la Nazionale Italiana.” Tre settimane dopo, il 9 luglio, Fabio Grosso segna il rigore decisivo a Berlino. Lippi, quello delle dimissioni mai date, alza la Coppa del Mondo. Le piazze si riempiono. Lo scandalo evapora. Il paese passò dall’indignazione alla festa in tre settimane, e non tornò più indietro: Moggi è stato l’unico vero condannato di un sistema che coinvolgeva mezza Serie A, e nel 2015 la Cassazione ha annullato anche la sua pena per prescrizione.
Un lettore del Blog, in quei giorni di luglio, scrisse un commento che vent’anni dopo suona come una profezia: “L’importante è non avere pensieri, vedere le partite di calcio truccate ma che sembrino vere per non pensare alla tremenda realtà che ci troviamo a vivere.” Non lo scrisse un editorialista. Lo scrisse un cittadino qualunque, da un computer negli Stati Uniti, sul Blog che dava voce a chi i giornali non ascoltavano. Aveva capito il meccanismo meglio di chi il meccanismo lo gestiva.
Giugno 2026: il meccanismo funziona ancora, solo in scala più grande. Il Mondiale è iniziato giovedì allo stadio Azteca. 48 squadre, 103 partite, cinque settimane di palinsesti riorganizzati. Nel frattempo la tregua su Hormuz regge a fatica, i droni cadono su San Pietroburgo, e la flottiglia per Gaza, intercettata a maggio con 175 persone a bordo, è durata tre giorni nei notiziari. Il post N.005 di questa serie lo aveva documentato: l’indignazione si consuma. Il pallone è lo strumento con cui la si consuma più in fretta.
C’è poi il dettaglio italiano, che vent’anni fa sarebbe sembrato impensabile. Nel 2006 il calcio italiano era marcio e vinceva. Nel 2026 non è chiaro se sia guarito, ma di sicuro non vince: terza eliminazione consecutiva, terzo Mondiale guardato in televisione. E il cerchio si chiude su un nome: il commissario tecnico eliminato dalla Bosnia è Gennaro Gattuso, uno dei campioni del mondo del 2006. L’uomo che alzava la Coppa mentre lo scandalo evaporava è lo stesso che vent’anni dopo non riesce a riportare l’Italia al Mondiale. Eliminati ai playoff, dopo vent’anni di riforme annunciate e mai fatte: stadi mai costruiti, settori giovanili impoveriti, una Serie A che compra all’estero e non produce più. Calciopoli avrebbe dovuto essere l’occasione per rifondare il sistema. È stata gestita come ogni scandalo italiano: qualche condanna simbolica, nessuna riforma strutturale, e la promessa implicita che tutto sarebbe tornato come prima. Tutto è tornato come prima. I risultati pure.
Il Blog del 2006 collegava il sistema Moggi al sistema paese: stesse cordate, stesse telefonate, stessa impunità. La diagnosi regge ancora. Quello che il Blog non poteva prevedere è il rovesciamento del rapporto tra scandalo e distrazione. Nel 2006 lo scandalo era il calcio e la distrazione era la vittoria. Nel 2026 gli scandali sono altrove, guerra, energia, acqua, lavoro, e la distrazione è il calcio degli altri. L’Italia non gioca, ma guarda. Non partecipa, ma consuma. Il panem et circenses funziona anche senza la propria squadra in campo: basta lo spettacolo.
Juvenal coniò l’espressione duemila anni fa per descrivere un popolo che aveva barattato la partecipazione politica con il pane e i giochi del circo. Il Blog la usava per descrivere la televisione di Berlusconi. Il 2026 la aggiorna: i giochi sono globali, in 4K, su ogni schermo, cinque settimane senza interruzione. E la tremenda realtà da non pensare, quella del commento del 2006, nel frattempo è diventata più tremenda. Il lettore del Blog aveva ragione su tutto, tranne su una cosa: pensava che fosse il fondo. Era solo l’inizio.
◉ IL METRO
Pertinenza dell’archivio su questo tema:
███████░░░ 7/10
Il Blog coprì Calciopoli in tempo reale: il post “Lippi vattene!” del 18 maggio 2006 chiedeva le dimissioni del CT citando i verbali degli inquirenti, tre settimane prima della vittoria mondiale. Il Blog tornò più volte sul calcio come specchio del sistema italiano: il business, le televisioni, il debito dei club, gli stadi pubblici regalati ai privati. Il tema del “panem et circenses”, lo spettacolo come anestesia della partecipazione civile, attraversa l’intero archivio, dal calcio alla televisione berlusconiana ai reality. Il commento del lettore del luglio 2006, conservato nell’archivio, è uno dei documenti più lucidi di quella stagione: la diagnosi del meccanismo distrattivo fatta in tempo reale, dal basso.
Ciò che l’archivio non copriva: Il Blog non aveva previsto il declino sportivo dell’Italia: nel 2006 il problema era il calcio corrotto che vinceva, non il calcio mediocre che non si qualifica. Non aveva previsto che il panem et circenses sarebbe diventato globale e permanente: non più un Mondiale ogni quattro anni ma un flusso continuo di contenuti, streaming, scommesse, fantacalcio, in cui il singolo evento conta meno della distrazione perpetua. E non aveva previsto che la distrazione avrebbe funzionato anche senza la squadra di casa: il tifo si è fatto consumo, e il consumo non ha bisogno di bandiera.
⚙ LA MACCHINA
Questo post è prodotto da un sistema automatico. La sezione «Il fatto» è verificata da fonti giornalistiche. La sezione «L’archivio parla» contiene citazioni da post e commenti pubblicati su ilblogdellestelle.it tra il 2005 e il 2016. La sezione «La distanza» è interamente generata da intelligenza artificiale che confronta il corpus storico con i fatti della settimana, non è attribuibile ad alcun autore umano.
Il progetto nasce in occasione del decennale della scomparsa di Gianroberto Casaleggio (12 aprile 2016) come esercizio di archeologia del pensiero politico digitale. Il Blog è congelato: nessun post originale viene modificato, nessun commento aggiunto. Solo il presente cambia.
ilblogdellestelle.it · L’archivio che guarda il presente
In memoria di Gianroberto Casaleggio (1954–2016)



Una volta era la religione l’oppio sei popoli; oggi è un calcio corrotto, venduto al miglior offerente, falso e senza più lo spirito della genuina competizione sportiva.!!!!
Il Post mi fa pensare al film, uscito nel 1975, "La fabbrica delle mogli".
https://it.wikipedia.org/wiki/La_fabbrica_delle_mogli_(film)
La fabbrica dei tifoso che festeggia nonostante il morbo della corruzione che si è mangiato il calcio.
La fabbrica dei politici potenti che si mangiano i diritti dei popoli a vivere in pace, in un pianeta vivibile per tutti. La fabbrica dei popoli che votano per politici potenti che costruiscono le proprie fortune patrimoniali sui diritti dei popoli a vivere in pace, in un pianeta vivibile per tutti.
Oggi, i Ricchi, hanno un potere in più: l'intelligenza artificiale, con cui si "fabbricano" un mondo a propria immagine e somiglianza.