La criminalità organizzata contemporanea non può più essere interpretata esclusivamente attraverso la categoria della violenza. Pur non essendo scomparsa, la forza armata ha progressivamente perso centralità a favore di strategie più sofisticate e meno visibili, fondate sulla capacità di adattamento ai contesti istituzionali, economici e amministrativi. Il potere mafioso si sta evolvendo sempre più dal controllo armato del territorio al controllo procedimentale dei processi decisionali e amministrativi utilizzando una legalità apparente e meccanismi di mimetizzazione attraverso i quali le organizzazioni criminali operano all’interno di assetti formalmente regolari, sfruttando inerzie, frammentazioni e carenze di controllo. In questa prospettiva, l’inerzia istituzionale emerge come un fattore criminogeno rilevante, capace di neutralizzare la funzione di prevenzione senza necessità di collusioni esplicite o condotte apertamente illecite.
“Libereremo il lungomare da prenditori senza scrupoli. Il vostro tempo è finito. È finita la cassa piena di soldi a scapito di lavoratori sottopagati, o addirittura fatti lavorare in nero. Come schiavi, sotto al sole, per pochi spiccioli al giorno. È finito il tempo in cui frugavate nelle borse per vietare alle mamme di portare in spiaggia l’omogeneizzato ai propri figli. E a un papà di portare una bottiglietta d’acqua. A un ragazzo di accedere con un panino. È finita l’epoca in cui chiedevate soldi per scaldare una bottiglia di latte. È finito lo scempio di occupazione del nostro litorale col titolo di abusivo storico. Avete spellato vive le famiglie facendovi pagare lettini e sdraio a peso d’oro, i parcheggi abusivi senza pagare le tasse. Sono finite le stagioni in cui vietavate di accedere al mare perché il varco dei lidi è proprietà privata. No Bacoli non è vostra. Il mare non è vostro. Liberarci da questo scempio sarà la conquista che garantiremo al popolo stanco della vostra protervia, arroganza”. “Libereremo il lungomare. Non ci saranno più piaceri, amici, ma bandi pubblici e regole per tutti”.
hai sentito che quelli della protezione civile se ne sono lavati le mani un altra vota del terremoto in Venezuela e aspettano di pubblicare le intercettazioni, è uno schifo non sanno a chi incastrare, tengono sotto controllo i telefoni,
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per la riunione dei volenterosi,
su paga le sanzioni verso cuba, l'Italia se lo può permettere, saranno grossi problemi se non inizi a pagare i crediti da ora, tieni di più aperta la fiat l'automotive, finanzia gli incentivi di più, assumi di più negli induttori a moto perpetuo di enel,
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chiedono soldi un poco tutti, la logica dei soldi, senza soldi non si cantano messe è la logica del dio denaro, bisogna abbassare il costo dell' elettricità
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denuncio Valeria Mariano 29/01/1982 ultima residenza conosciuta via cappo 3 san giusto canavese provincia di Torino per abbandono del tetto coniugale
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vogliono alzare il prezzo del telefono al prezzo pieno, preparatevi a parare il sedere
Vorrei condividere una mia esperienza personale che potrebbe essere utile ad altri pazienti sottoposti a una procedura in ospedale e successivamente seguiti anche in libera professione.
Nel settembre 2025 sono stato operato con procedura Rezūm presso l'Ospedale Niguarda in regime di Servizio Sanitario Regionale.
Procedura perfettamente riuscita nessun problema post o durante io decorso sono contento al 110% (non 100%).
Il giorno dell'intervento mi sono state rilasciate le prescrizioni SSR per il follow-up (visita urologica, uroflussometria, PSA ed altri controlli).
Per un rapporto di fiducia con l'équipe che mi aveva operato, ho scelto di effettuare le visite di controllo in libera professione. È stata una mia decisione, ma solo successivamente mi sono reso conto di aver lasciato scadere alcune prescrizioni SSR senza utilizzarle.
Da quel momento è nato un problema amministrativo che probabilmente può interessare anche altri pazienti.
Lo specialista che mi segue in libera professione NON può prescrivere esami a carico del Servizio Sanitario Regionale. Il mio Medico di Medicina Generale, invece, ritiene che le prescrizioni debbano essere emesse dallo specialista. Il risultato è un cortocircuito: per continuare il follow-up devo rivolgermi alla libera professione, ma da lì non posso ottenere le prescrizioni SSR necessarie per gli esami successivi.
Ho quindi contattato InfoSanità Regione Lombardia e l'URP dell'Ospedale Niguarda per capire quale sia il corretto percorso di rientro nel follow-up SSR di una procedura già eseguita in regime di Servizio Sanitario Regionale.
La riflessione che mi sento di condividere è questa: chi decide di eseguire alcuni controlli in libera professione dovrebbe, se possibile, mantenere comunque attivo anche il percorso di follow-up nel SSR, sembra che occorra fare due volte la stessa visita o esame una in LP e una in SSR. In questo modo resta sempre aperto il canale con uno specialista prescrittore del Servizio Sanitario, evitando che, una volta scadute le prescrizioni iniziali, diventi difficile proseguire il monitoraggio con gli esami previsti.
Sto attendendo una risposta ufficiale dall'Ospedale Niguarda sulla modalità corretta di rientro nel percorso SSR. Se riceverò indicazioni utili, le condividerò volentieri perché potrebbero essere d'aiuto ad altri pazienti che si trovassero nella stessa situazione.
Aurora Tila, 13 anni, uccisa da un ragazzo di 17 anni che l'ha buttata giù dal terrazzo di un palazzo;
Pamela Genini, fotomodella di 29 anni, uccisa con 76 coltellare da un uomo di 52 sul balcone di casa.
Entrambe bellissime, entrambe sfortunate sin dalla nascita. La fortuna dei figli la fanno i genitori.
Se i genitori sono disgraziati, lo sono anche i figli.
Si dice" succede nelle migliori famiglie ". Migliori in che senso? Nel senso che sono benestanti?
I figli vanno seguiti con attenzione e discrezione, serve tempo e rinuncia ai propri egoismi.
Un popolo che smette di rivendicare i propri diritti fondamentali per vivere dignitosamente ha smesso di esistere.
La criminalità organizzata contemporanea non può più essere interpretata esclusivamente attraverso la categoria della violenza. Pur non essendo scomparsa, la forza armata ha progressivamente perso centralità a favore di strategie più sofisticate e meno visibili, fondate sulla capacità di adattamento ai contesti istituzionali, economici e amministrativi. Il potere mafioso si sta evolvendo sempre più dal controllo armato del territorio al controllo procedimentale dei processi decisionali e amministrativi utilizzando una legalità apparente e meccanismi di mimetizzazione attraverso i quali le organizzazioni criminali operano all’interno di assetti formalmente regolari, sfruttando inerzie, frammentazioni e carenze di controllo. In questa prospettiva, l’inerzia istituzionale emerge come un fattore criminogeno rilevante, capace di neutralizzare la funzione di prevenzione senza necessità di collusioni esplicite o condotte apertamente illecite.
Lettera del Sindaco di Bacoli ai gestori dei Lidi
“Libereremo il lungomare da prenditori senza scrupoli. Il vostro tempo è finito. È finita la cassa piena di soldi a scapito di lavoratori sottopagati, o addirittura fatti lavorare in nero. Come schiavi, sotto al sole, per pochi spiccioli al giorno. È finito il tempo in cui frugavate nelle borse per vietare alle mamme di portare in spiaggia l’omogeneizzato ai propri figli. E a un papà di portare una bottiglietta d’acqua. A un ragazzo di accedere con un panino. È finita l’epoca in cui chiedevate soldi per scaldare una bottiglia di latte. È finito lo scempio di occupazione del nostro litorale col titolo di abusivo storico. Avete spellato vive le famiglie facendovi pagare lettini e sdraio a peso d’oro, i parcheggi abusivi senza pagare le tasse. Sono finite le stagioni in cui vietavate di accedere al mare perché il varco dei lidi è proprietà privata. No Bacoli non è vostra. Il mare non è vostro. Liberarci da questo scempio sarà la conquista che garantiremo al popolo stanco della vostra protervia, arroganza”. “Libereremo il lungomare. Non ci saranno più piaceri, amici, ma bandi pubblici e regole per tutti”.
hai sentito che quelli della protezione civile se ne sono lavati le mani un altra vota del terremoto in Venezuela e aspettano di pubblicare le intercettazioni, è uno schifo non sanno a chi incastrare, tengono sotto controllo i telefoni,
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per la riunione dei volenterosi,
su paga le sanzioni verso cuba, l'Italia se lo può permettere, saranno grossi problemi se non inizi a pagare i crediti da ora, tieni di più aperta la fiat l'automotive, finanzia gli incentivi di più, assumi di più negli induttori a moto perpetuo di enel,
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chiedono soldi un poco tutti, la logica dei soldi, senza soldi non si cantano messe è la logica del dio denaro, bisogna abbassare il costo dell' elettricità
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denuncio Valeria Mariano 29/01/1982 ultima residenza conosciuta via cappo 3 san giusto canavese provincia di Torino per abbandono del tetto coniugale
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vogliono alzare il prezzo del telefono al prezzo pieno, preparatevi a parare il sedere
https://fabiosalamone543511237.wordpress.com/2026/04/22/moto-perpetuo/
Vorrei condividere una mia esperienza personale che potrebbe essere utile ad altri pazienti sottoposti a una procedura in ospedale e successivamente seguiti anche in libera professione.
Nel settembre 2025 sono stato operato con procedura Rezūm presso l'Ospedale Niguarda in regime di Servizio Sanitario Regionale.
Procedura perfettamente riuscita nessun problema post o durante io decorso sono contento al 110% (non 100%).
Il giorno dell'intervento mi sono state rilasciate le prescrizioni SSR per il follow-up (visita urologica, uroflussometria, PSA ed altri controlli).
Per un rapporto di fiducia con l'équipe che mi aveva operato, ho scelto di effettuare le visite di controllo in libera professione. È stata una mia decisione, ma solo successivamente mi sono reso conto di aver lasciato scadere alcune prescrizioni SSR senza utilizzarle.
Da quel momento è nato un problema amministrativo che probabilmente può interessare anche altri pazienti.
Lo specialista che mi segue in libera professione NON può prescrivere esami a carico del Servizio Sanitario Regionale. Il mio Medico di Medicina Generale, invece, ritiene che le prescrizioni debbano essere emesse dallo specialista. Il risultato è un cortocircuito: per continuare il follow-up devo rivolgermi alla libera professione, ma da lì non posso ottenere le prescrizioni SSR necessarie per gli esami successivi.
Ho quindi contattato InfoSanità Regione Lombardia e l'URP dell'Ospedale Niguarda per capire quale sia il corretto percorso di rientro nel follow-up SSR di una procedura già eseguita in regime di Servizio Sanitario Regionale.
La riflessione che mi sento di condividere è questa: chi decide di eseguire alcuni controlli in libera professione dovrebbe, se possibile, mantenere comunque attivo anche il percorso di follow-up nel SSR, sembra che occorra fare due volte la stessa visita o esame una in LP e una in SSR. In questo modo resta sempre aperto il canale con uno specialista prescrittore del Servizio Sanitario, evitando che, una volta scadute le prescrizioni iniziali, diventi difficile proseguire il monitoraggio con gli esami previsti.
Sto attendendo una risposta ufficiale dall'Ospedale Niguarda sulla modalità corretta di rientro nel percorso SSR. Se riceverò indicazioni utili, le condividerò volentieri perché potrebbero essere d'aiuto ad altri pazienti che si trovassero nella stessa situazione.